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Lavoro agile e tutela dei caregiver: CSA Lazio chiede un cambio di passo alla Regione La CSA – Regioni Autonomie Locali del Lazio ha formalmente depositato un’integrazione alla nota già trasmessa il 9 gennaio 2026 in materia di lavoro agile, con particolare riferimento alla tutela del personale che svolge il ruolo di caregiver familiare convivente e prevalente. Nel documento, presentato a seguito del confronto tenutosi nella Delegazione Trattante del 15 gennaio, la CSA ribadisce la necessità di superare ogni approccio discrezionale o episodico nell’applicazione dello smart working, soprattutto nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici che assistono familiari con disabilità grave o gravissima. Secondo la CSA, il lavoro agile non può essere considerato un semplice beneficio organizzativo, né una concessione temporanea da rinnovare ciclicamente. Nei casi di assistenza continuativa, esso rappresenta uno strumento essenziale di tutela, indispensabile per garantire la continuità lavorativa, la sostenibilità del carico di cura e il rispetto della dignità personale e professionale. Il Sindacato evidenzia inoltre come sia non più sostenibile costringere i caregiver a presentare richieste ripetute di smart working, sottoponendosi a valutazioni reiterate che rischiano di tradursi in una mortificazione personale. In presenza di carichi di cura permanenti, lo smart working non è un privilegio, ma una condizione necessaria per rendere compatibili il diritto al lavoro e il dovere di assistenza familiare. CSA Lazio richiama anche un principio di equità sostanziale: trattare allo stesso modo situazioni profondamente diverse rischia di produrre disuguaglianze reali. Per questo motivo il Sindacato chiede che venga riconosciuto un diritto prioritario e rafforzato all’accesso al lavoro agile per i caregiver familiari conviventi e prevalenti, prevedendo anche modalità di lavoro agile prevalenti o continuative, laddove compatibili con le mansioni svolte. «La tutela dei caregiver non può essere un’eccezione – sottolinea la CSA – ma deve diventare un criterio strutturale dell’azione amministrativa. La modernità e l’umanità di un’Istituzione si misurano dalla capacità di prendersi cura delle persone che la fanno vivere ogni giorno». La CSA Lazio confida che dalla Delegazione Trattante emerga un indirizzo politico-amministrativo chiaro, stabile e uniforme, in grado di rafforzare il clima di fiducia, migliorare la qualità del lavoro pubblico e riconoscere concretamente il valore sociale del ruolo di caregiver. |